Prima della creazione il Brahman era unico e non duale. Esso pensò: - Possa io diversificarmi.
Questo causò una vibrazione che divenne il suono OM. Il suono, dunque, è strettamente connesso con l’Assoluto poiché ne è la prima manifestazione.
I Mantra (“man” = mente; “tra” = strumento) sono dei mezzi che, attraverso il suono, espandono la coscienza e ci aiutano nel nostro cammino verso il ricongiungimento con l’Assoluto. Essi possono essere formati da una sola sillaba, come nel caso dei Bija Mantra o da intere frasi.
Essi, talvolta, sono delle invocazioni ad una particolare divinità, con la quale sono connessi e di cui costituiscono una manifestazione, come nel caso di “Namah Shivaya” ovvero m’inchino di fronte a Shiva, che è il Mantra di questa divinità.
I Mantra, in genere, vengono ripetuti 108 volte.
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Per il japa (= ripetizione) ci si avvale dell’ausilio di un mala, una sorta di rosario i cui grani vanno fatti scorrere tenendoli tra il pollice ed il dito medio, non con l’indice, poiché esso indica l’individualismo che dobbiamo cercare di distruggere come effetto del processo di espansione della nostra coscienza. I Mantra non solo servono ad espandere la coscienza, ma possono essere utilizzati come strumenti per raggiungere determinati obiettivi personali: esistono, infatti, mantra per ogni necessità di realizzazione personale.
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